Parco Nazionale della sila
 
Categoria: Natura
 
Città: Cotronei-Mesoraca-Petilia P.-Savelli
 
Zona: Parco nazionale
 
Epoca:
 
 

Il 2002 è stato detto "l'anno internazionale delle montagne" per valorizzare e salvaguardare il patrimonio montano. Una scelta davvero giusta per la Calabria che detiene una ricchezza di boschi e vallate, di torrenti limpidi e cristallini, di cascate spumeggianti. La ricchezza naturale della Calabria si misura per la presenza della vegetazione, della flora come della fauna che rappresentano una ricchezza inestimabile sia dal punto di vista ambientale che economico. Non viene così facile descrivere, per lo splendore naturale, per la varietà e la ricchezza dei colori dei massicci montagnosi, luoghi così affascinanti, piccoli paesi dove si respira l'odore autentico della terra: luoghi insomma che hanno mantenuto intatto il suo patrimonio.
I sistemi montuosi della Calabria sono un esempio di come la montagna possa essere vissuta in ogni stagione e di come la natura offre lo spettacolo più bello. Come non si può sentire per un momento l'incanto per la varietà offerta dalla fauna? A cominciare dal lupo, emblema stesso della natura calabrese, o dai nuclei indigeni di caprioli che vivono nell'Orsomarso, o ancora dai cervi che sono stai ammessi in Sila?gli amanti della natura osserveranno il cinghiale, le lepri, il gatto selvatico, la volpe, l'aquila reale, la lontra e altre specie ancora presenti nel loro habitat idoneo. Sotto questo aspetto, la Calabria è realmente uno "scrigno verde" da ammirare in ogni mese dell'anno, dai primi passi della primavera all'inverno nevoso. Diversi sono gli itinerari da percorrere all'interno dei boschi e foreste. Le foreste e i boschi rappresentano una miniera, non tanto dal punto di vista economico quanto perché una ricchezza simile per il luogo stesso, perché si mantenga nel tempo un gioiello così importante per le generazioni future.
INFO:  www.parcosila.it


Il Parco Nazionale della Sila

Il Parco Nazionale della Sila, tutela aree di rilevante interesse ambientale in Sila piccola, Sila grande e Sila greca per complessivi 73.695 ettari e comprende le seguenti province: Cosenza, Crotone e Catanzaro.

Le origini dell'altopiano della Sila sono da ricondurre ad epoca geologica ben più remota di quella dell'orogenesi appenninica. Graniti, scisti e gneiss biotici compongono genericamente il suo apparato roccioso di base. Ne consegue un ambiente fisico vario e scarsamente tormentato, sul quale si è adattata una diversificata fauna, una complessa vegetazione ed una presenza umana moderata che ha costituito e costituisce un equilibrato sistema interagente.
Favorisce il mantenimento e lo sviluppo delle attività agro-silvo-pastorali tradizionali, artigianali, sportive, enogastronomiche, turistiche.
Vari sono i villaggi rurali, turistici, come: Racise, Mancuso, Palumbo, Trepidò, Camigliatello, Lorica, Principe, Fratta, ecc. nonchè i beni artistici e culturali.
I rilievi più alti sono il monte Botte Donato (mt.1928), in Sila Grande, ed il monte Gariglione (mt.1764) in Sila Piccola; vari sono i fiumi, a regime torrentizio, con acque limpide e fresche i quali danno origine ai tre grandi fiumi calabresi (Crati, Neto e Tacina) inoltre i laghi artificiali (Ampollino, Cecita, Muccone e Ariamacina) vengono utilizzati per uso energetico ed irriguo.
Rilevanti sono tre Centri Visite, tre veri e propri Centri di Eccellenza; uno sul lago Cecita, in loc. "Cupone" in comune di Spezzano Sila, l'altro in loc. "Monaco" in comune di Taverna e limitrofo al Villaggio Mancuso, il terzo in loc. "Buturo-Casa Giulia" in comune di Albi.
Nel Parco si trova l'ambiente ideale per effettuare escursioni a piedi, in mountain-bike, a cavallo, per praticare orienteering; ecco come ripercorrere i vecchi ed i nuovi sentieri silani.
                      
Il paesaggio silano è la risultante del particolare ambiente fisico, vario e scarsamente tormentato, sul quale si adatta una diversificata fauna, una complessa vegetazione ed una presenza umana moderata.
Il paesaggio forestale è dotato di una elevata biodiversità, si inserisce un patrimonio boschivo, di notevole provvigioni e di considerevole valore ecosistemico, che va di conseguenza adeguatamente salvaguardato e conservato.
La Sila diventa, sotto la neve, attrattiva eccezionale per gli amanti dello sci alpino e dello sci di fondo per chi vuole entrare in simbiosi con il silenzio dei boschi. Il Parco della Sila invita e accoglie gli sportivi di queste pratiche, offrendo spazi idonei ed attrezzati.






Il paesaggio agricolo della Sila è stato scarsamente modificato dall'impatto tecnologico e ciò ha evitato che prendessero il sopravvento le esigenze umane sulle caratteristiche che nei secoli l'ambiente naturale aveva conservato. Qui si coltiva oltre ai cereali, ortaggi e foraggi, la famosa patata della Sila, iscritta nell’albo dei prodotti di montagna. La coltivazione della patata sull’altopiano Silano è un’attività tradizionale e ha un ruolo importante nell’economia locale.
La patata originaria delle Ande in Perù, ha trovato sull’altopiano silano le condizioni pedoclimatiche del proprio paese d’origine, le sue qualità sono conosciute ormai oltre che in Italia anche all’estero, appunto per questo è da molto utilizzata come seme.


La Sila

La maestosità delle foreste della Sila ha da sempre stupito i visitatori. Anche i Greci, oltre 25 secoli fa, durante la colonizzazione delle coste dell'odierna Calabria, ne decantarono la singolare bellezza e le attribuirono il nome Hyle, mentre i latini quello di Silva.



Il toponimo infatti significa selva primordiale. La Sila, ai nostri giorni, indica un complesso orografico ben definito posto nel tratto più interno della penisola calabrese. Si tratta di un ampio altopiano di oltre 100.000 ettari dai confini facilmente individuabili: a nord la Piana di Sibari, a sud l'Istmo di Marcellinara, ad ovest le valli fluviali del Crati e del Savuto e ad est le pianure ioniche del Marchesato. Data l'omogeneità dell'ambiente silano la suddivisione di esso in tre arre ha un significato soprattutto convenzionale: la Sila Greca a nord deve il suo nome alla presenza di colonie di origine albanese; la Sila Grande al centro è la più conosciuta e frequentata per la presenza di impianti sciistici, di centri turistici e di laghi ed infine la Sila Piccola a sud con i suggestivi villaggi turistici, con le stupende faggete e con le imponenti formazioni di abete bianco, allo stato puro o miste al faggio, dei monti Gariglione, Femminamorta e colle del Telegrafo. Questi ultimi "sopra suoli" stanno dimostrando una grande resistenza alle cosiddette "piogge acide" nei paesi del centro Europa dove il seme è stato esportato già dalla fine del 1930. caratteristici i suoi paesaggi per la vastità e la singolare luminosità, costituiti da morbidi rilievi e da ampie valli che s'incrociano nelle direzioni più diverse. Il tutto rivestito da una fitta vegetazione arborea che conferisce un sapore nordico ad ambienti mediterranei e che è inframmezzata da ricchi pascoli



e da splendide fioriture. L'acqua è copiosa grazie alle rocce silicee e ai numerosi fiumi. Alcuni riforniscono i bellissimi laghi artificiali ricchi di trote come il Cecita, l'Arvo,l'Ampollino, il lago di Ariamacina ed il lago del Pessante, alimentando grandi ed importanti centrali idroelettriche. La specie che più caratterizza il paesaggio della Sila è senz'altro il pino laricio che è denominato pino silano. È esclusivo dei monti della Calabria e della Sicilia. Nell'altopiano silano forma fitti boschi con esemplari che raggiungono ragguardevoli dimensioni sia in altezza che in diametro con fusti colonnari. Da ricordare la cultivar "Vutullo", con fusti quasi cilindrici e privi di nodosità. Venivano richiesti per le antenne delle navi della regia marina ed ancora oggi costituiscono materiale legnoso di pregio.

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