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Eretta nel 1690 in una stanza del convento dei Domenicani, e senz'altro il monumento più sontuoso e pregevole di Caccuri. Sorse per l'iniziativa di un gruppo di cittadini caccuresi tra i quali Francesco Saverio Bonaccio, Orazio Antonio Novello, Filippo e Francesco Mele, Santino Falbo e per l'opera indefessa del futuro vescovo Francesco Antonio Cavalcanti.
E' adornata da un altare barocco con tela raffigurante la Vergine del Rosario, e S. Domenico inginocchiato ai suoi piedi nell'atto di ricevere dal Bambinello in braccio a Maria, il rosario. Si tratta di una rappresentazione assai singolare in quanto non vi è rappresentata, a differenza di molte altre tele simili, S. Caterina. Ai lati dell'altare, in due nicchie, sono custodite le statue dell'Addolorata e della Madonna dei Fratelli. Sulla volta sono rappresentate scene del vecchio testamento. All'interno degli scanni corali vengono custoditi i teschi dei confratelli defunti recuperati, agli inizi del XIX sec., dalle fossae mortuorum.
La chiesetta assunse una certa importanza a seguito della bolla di Leone XII del 1824 che stabilisce l'acquisizione dell'indulgenza plenaria per chi la visita durante la festa del SS: Rosario o in una qualsiasi domenica dell'anno.
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