Cirņ
 
Categoria: Collina
 
Zona: Zona del vino
 
Epoca:
 
 

La città di Cirò Superiore presenta le caratteristiche degli antichi insediamenti medioevali.
Si estende su una superficie di 70 kmq, ed è a 315 metri s.l.m.
Posta su un promontorio è possibile ammirare da un lato la splendida costa bagnata dal mar Ionio, dall’altro i monti di San Nicola dell’Alto. Il territorio è in parte pianura dove si estendono i famosi vigneti conosciuti in tutto il mondo.
Cirò, anticamente Ypsicron, è esposta ai venti da tutte le direzioni ed è proprio questa sua peculiarità che la rende ancora più ricca di fascino, infatti scelta nel corso degli anni da due importanti civiltà, prima quella greca e poi quella latina.
L'abitato, disposto fra le colline coltivate a vigna, si mostra stretto intorno a un castello testimonianza di una presenza feudale che ha fatto la storia di questi luoghi.
Durante il feudalesimo i Signori Ruffo e Carafa fecero costruire importanti strutture architettoniche e cercarono di rendere il più possibile protetta la città, facendo innalzare sistemi difensivi costituiti dal Castello e da vari fortilizi nei dintorni del territorio.
Nel 1800 venne svincolata dai feudatarie divenne un paese indipendente.
L’economia di Cirò, fin dal secondo dopoguerra, attraverso la riforma agraria, ha avuto un ruolo dominante collegato alle aziende vitivinicole, nel corso degli anni queste imprese si sono sviluppate ed ingrandite raggiungendo posizioni ragguardevoli anche a livello internazionale.
La natura del suolo è in parte sabbiosa e in parte cretosa. Tutto il territorio è coltivato a vigneti da cui si ricava l'ottimo vino Cirò, tradizionalmente reputato il vino con cui brindavano i vincitori degli antichi Giochi Olimpici
I vigneti di Crimisa, celebri nell'antichità, sono tuttora fonte di ricchezza per gli abitanti di Cirò e del suo circondario.
Per ciò che concerne la popolazione, negli ultimi quarant’anni ha superato i quattordicimila abitanti, questo incremento demografico ha portato alla creazione di svariati servizi di assistenza ai cittadini.

Cultura e Tradizioni

BACCALA’ CON PEPERONI, gustoso piatto tradizionale che i contadini portavano in campagna, nel periodo della vendemmia.

SARDI FRISCHI CU PIPI FRISCU, si mette in padella l'olio, poi il pesce, il sale, infine l'uovo; il risultato è una frittatona da mangiare con molto pane. Questo piatto è anche conosciuto come “catamascia ccu pipi frischi”.

POLLO RIPIENO, prendere un pollo intero e togliere completamente le ossa, aprire delicatamente e riempire con uova sode fatte a pezzi, caciocavallo, pepe nero, salvia, rosmarino, aglio tritato e sugo di pomodoro. Richiudere il pollo in modo meticoloso, cucendolo con ago e spago, e lasciare in forno per un'ora e mezza circa (in passato si cuoceva nel forno a legna).

CANNARUZZUNI, particolare tipo di pasta molto usata nei matrimoni che si festeggiavano in casa.

MACCARRUNI A FERRETTI, pasta fresca preparata in casa con farina e acqua, aiutandosi con un ferro da maglia per srotolare e allungare meglio il composto. Inoltre vengono conditi con abbondante ragù di carne di maiale.

PASTA CCU SARDI, è un primo molto gustoso, abbinato con gli spaghetti. Il preparato viene fritto in una padella con olio d'oliva e aglio schiacciato, lasciando abbrustolire il pesce.

PASTA CAVALUJURI E MULLICA I PANI, piatto semplice e povero, veniva preparato dai contadini con gli ingredienti che si trovavano in casa.

 

ZUPPA I CICIRI E SCAROLA Un piatto gustoso a base di ceci con scarola. Viene preparato soprattutto in inverno, utilizzando la tradizionale pignata di terracotta cuocendo i ceci con acqua e sale a fuoco lento. In un altro recipiente si prepara un soffritto con olio, guanciale battuto finemente, aglio schiacciato e peperoncino, si fa rosolare e si aggiunge la scarola lavata e spezzettata. Si copre il tutto con acqua bollente, quando è cotta si unisce il pane raffermo a pezzetti e si versa nel recipiente con i ceci. Si lascia insaporire il tutto e si serve aggiungendo un filo d'olio crudo.

 

Da Visitare

Il CASETELLO CARAFA E LA TORRE  
L’antico castello, situato nel centro cittadino, domina Cirò con la sua massiccia e compatta struttura. La sua posizione elevata gode di un panorama suggestivo che spazia sui tetti delle case paesane e sul mare. Il castello, che risale alla fine del xv sec., con le sue mura e le sue torri e’ la principale attrattiva del paese”, così scriveva lo storico prof. Mezzi in un suo libro.
Da studi recenti effettuati, pare che Il maniero fu edificato, almeno il piano terra nel 1496 dal Conte Andrea Carafa, ma fu il nipote Galeotto a far costruire tutto intorno il muro di cinta che lo avrebbe protetto dalle incursioni Saracene. Si racconta che al suo interno, ci siano ben 365 stanze, di cui una racchiuderebbe un gran tesoro, non ancora trovato.
Ma la maggior ricchezza del Castello, fu quella di ospitare nella sua reggia, personaggi illustri come Casoppero, il re Carlo III di Borbone ed il grande scienziato Luigi Lilio, che ancor prima della riforma del calendario Gregoriano(1582), aveva disegnato e costruito proprio nell’atrio del Castello una grande stella a otto punte, da molti indicata erroneamente a nove punte, in realtà è una mediana, con intorno tutti i segni dell’oroscopo. Inoltre un giorno all’anno esattamente il 30 Agosto, attraverso il campanile, un raggio di luce filiforme rosso percorre il tratto passante per il centro della stella, è un vero spettacolo suggestivo.
Dopo la caduta del feudalesimo, venne messo all’asta nel 1842, e comprato dalla famiglia Giglio, i quali hanno costruito il secondo piano.
Facendo un ipotetica costruzione della costruzione ai primi dell’anno mille, al periodo Normanno, secondo la struttura muraria e la disposizione di alcune stanze, si è ipotizzato che all’origine fosse presente la sola torre ovest che collegava con la stanza a sud est, dove ancora oggi si possono ammirare unici esemplari di scrittura “Rune” proprio dei Normanni, ad avvalorare tale tesi

CHIESA DI S. MARIA DE PLATEIS (Matrice)
Nel cuore del centro storico sorge una chiesa assai più piccola per opera degli abitanti fuggiti dalla Marina a causa delle incursioni saracene. Nel corso dei secoli subì numerosi interventi di ristrutturazione. Si crede che l'edificio in origine fosse dedicato a Santo Stefano. La costruzione attuale fu iniziata per opera di Ferdinando II di Borbone e terminata il 9 aprile 1843.Gli elementi visivamente dominante sono senz' altro le quattro finte colonne su alto basamento che delimitano l'ingresso raggiungibile da una piccola scala.
In alto si eleva il timpano con cornice scanalata, il campanile si trova situato a sinistra con una forma  pianta quadrata che si eleva su tre livelli con orologio.
L'interno, a tre navate, ha un transetto sormontato da una grande cupola affiancata, a destra e a sinistra, da altre due cupolette. Molto suggestivo è il soffitto a finti cassettoni di colore azzurro intenso.
Un arco trionfale, sovrastato dall'antico stemma di Cirò, precede l'altare maggiore in marmo policromo che è arricchito da puttini in marmo bianco. Sul davanti si nota un'elegante lastra marmorea con disegni floreali chiari su fondo scuro.
Si segnalano, inoltre, due cappelle: quella del Sacramento alla fine della navata sinistra, interamente rivestita con marmi e mosaici (fu edificata nel 1968, su progetto del professore Ugo Mazzei, a devozione dalla famiglia Conci); la cappella di Santo Stefano lungo la navata destra, caratterizzata da un altare in marmo policromo in cui è racchiuso un dipinto del martirio di Santo Stefano, opera di scuola napoletana probabilmente attribuibile al pittore Basile.

CHIESA DELLA MADONNA DEL CARMINE

Piccola cappella di semplice architettura priva di elementi di rilievo. Sul tetto svetta un campanile a vela con una campana. L'interno mononavato presenta un soffitto rivestito da tavole in legno affrescato. L'altare maggiore a muro racchiude un dipinto raffigurante la Vergine con il Bambino e con a lato San Francesco.

CHIESA DI S. GIOVANNI BATTISTA

Una delle quattro parrocchie del paese (risalenti al XVII secolo). L'edificio si trova in via Casoppero e vi si accede mediante una scalinata. Il portale di forma rettangolare, la cui facciata è caratterizzata da un timpano aggettante che sembra retto da due paraste con capitello.
In alto un corpo rialzato decorato con una finta balaustra. A destra svetta il campanile cuspidato a pianta quadrata. L'interno trinavato è scandito da archi. Sul soffitto della navata centrale campeggia un affresco di recente fattura raffigurante il battesimo di San Giovanni Battista. L'altare maggiore in marmo policromo presenta al centro, custodita in una nicchia, una statua del santo titolare.

CHIESA DI SAN CATALDO
A pochi passi da uno degli antichi ingressi alla città, porta Mavilia, sorge questa chiesa a una sola navata. Essa è dedicata a un monaco di origine irlandese, Cataldo, che divenne vescovo di Taranto. La datazione del manufatto religioso è incerta. La facciata presenta un forma rettangolare sormontato da una monofora circolare, l'interno mononavato custodisce l'altare a muro in marmo policromo con al centro il busto del santo titolare. L'altare è preceduto dalla mensa eucaristica. Lungo la parete destra dell'aula liturgica è visibile un crocifisso ligneo, mentre su quella sinistra è collocato un piccolo altare privo di ornamenti.

CHIESA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE
Una graziosa chiesa  situata alla periferia di Cirò, nota come S. Maria del Casale ristrutturata intorno al 1730 per opera di Filippo Falco.
Il Falco fece venire da Venezia il quadro che si trova sull'altare maggiore e che rappresenta Santa Maria delle Grazie. L'esterno, con copertura a capanna, è semplice, l’interno costituito da due  navate.

CHIESA DEL PURGATORIO
Situata fuori dal centro storico, nel rione Valle. Fu’ edificata e aperta al culto alla fine del XVII secolo. Si presenta con una modesta costruzione a due navate in cui un tempo si celebravano i riti religiosi per i contadini che si recavano al lavoro.

CHIESA DI SANTA MENNA
Sita nel rione Valle, fu aperta al culto nel 1724. La facciata ha una linea sobria. Sul tetto a capanna si alza una cupola, che contiene la cella campanaria. L'altare maggiore è  in marmo policromo ed è sovrastato da un imponente fastigio in muratura con colonne monoblocco terminanti con capitello. Al centro una nicchia ospita la statua di Santa Menna. Diverse sono le statue custodite al suo interno tra le quali: Santa Rita, il Sacro cuore di Gesù, la Madonna del Carmelo e un Cristo ligneo.

CHIESETTA DI SAN LORENZO

Situata a pochi passi dalla porta Cacovia. La facciata è abbellita da un portale rettangolare in muratura con in alto una monofora circolare. Ai lati si notano due sagome di angeli.

CHIESA DI SAN GIUSEPPE

È poco più di una cappella questa chiesa di modesta architettura che si trova nel rione Valle. Vi si accede per mezzo di un portale ad arco. In alto è collocato il campanile a vela. L'aula liturgica con soffitto a capriate lignee è abbellita da un altare a muro in marmo policromo con al centro il busto del santo. Lungo le pareti sono visibili medaglioni dipinti raffiguranti immagini sacre.

CHIESETTA DELLA CATENA
Una piccola struttura dalla forma a capanna, con celletta campanaria rialzata, in cui si credeva fosse nascosto un tesoro. La Madonna della Catena, a cui è intitolata la cappella, era invocata dai familiari dei prigionieri in mano turca.

CHIESA DI S. NICODEMO (casa natale del Santo
)
 Il santo nacque il 12 maggio del 900. Giovane, lasciò la casa di via Casoppero per indossare il saio dei Basiliani pare nel monastero locale di San Nicola in Salica. Presto decise di partire, per vivere da eremita sulle montagne di Mammola dove morì il 25 marzo del 990.
 Questo Comune ha donato a Cirò una targa per ricordare il primo millennio della morte del santo (990¬1990).
La casa natale del santo, si trova in via Casoppero, un edificio modesto, composto da un unico ambiente che contiene al centro un altare a muro in marmo policromo sormontato dalla statua del santo. Pare che al suo interno, dove tra l'altro sono custodite le reliquie, siano ancora visibili le impronte della mano di Nicodemo giovinetto. Sul portale rettangolare c'è una targa ricordo.

CHIESA DELLA MADONNA DI POMPEI

Piccola chiesa in località S. Elia. L'edificio sacro non presenta elementi architettonici di rilievo, presenta una struttura a capanna con una croce in ferro sovrastante.

Collegamenti

Dal Cavalcavia Nord direzione Taranto, immettersi sulla SS. 106, proseguire sulla litoranea fino bivio di Cirò Marina svoltando sulla destra, seguire la rotatoria prendendo la direzione di Cirò Superiore.

 


Portale del Turismo della Provincia di Crotone © - copyright 2007-2010 - all rights reserved | Contattaci
Italiano
Inglese
Tedesco
Contatti
Crotone turismo - Il portale del Turismo della Provincia di Crotone e della Marca Territoriale Turistica Crotonese
Mare Provincia di Crotone MARE
Montagna Provincia di Crotone MONTAGNA
Agriturismo Provincia di Crotone AGRITURISMO
Località
Data di arrivo Data di partenza
Nr. di adulti Nr. di bambini