Umbriatico
 
Categoria: Collina
 
Zona: Zona del vino
 
Epoca:
 
 

Umbriatico, comune della provincia di Crotone, dista 63 chilometri dal Capoluogo della omonima provincia. La popolazione residente viene quantificata in 973 abitanti (Umbriaticesi), presenta una superficie di 72,6 chilometri quadrati con una densità abitativa di 13,40 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 422 metri sopra il livello del mare. Umbriatico vanta origini antichissime, risalenti addirittura alla popolazione degli Enotri. Il suo nome è stato mutato più volte, evolvendosi da Bristacia, a Euria per i Greci, fino ad arrivare ad Ebriatico secondo le popolazioni latine. Adagiata su uno sperone roccioso, sulle ultime pendici orientali dei Monti Pre-Silani, e circondato da strapiombi spaventosi. E’ un piccolo centro dell’entroterra Crotonese, paese prevalentemente orientato all’agricoltura.

Come un castello medievale, aggrappato all’estremità di un monte, sorge Umbriatico, sicuro asilo per tutti coloro che un tempo fuggivano dagli invasori o dai briganti. Questo paese, vera e propria roccaforte, è collegato al mondo circostante da un imponente viadotto che conduce allo storico monte Tigano, dove i diversi ruderi ricordano i muri eretti da Annibale Barca e dai Bruzi (215 a.C.).
Umbriatico, “erede della città magno greca di Bristacia (700 a.C.) e della città vescovile di Paternum (431)” divenne la fortezza naturale dei Bruzi che si schierarono a fianco di Annibale, contro i romani, sanguinari invasori.

 Cultura e Tradizioni

TAGLIARINI E CILIARI  Preparazione dei tagliarini: Impastare la farina con le uova, amalgamare la pasta, stenderla con il mattarello sulla spianatoia e tagliarla a forma di tagliatelle sottilissime. Mentre i tagliarini si asciugano, togliere i ceci posti a cuocere nella pignata accanto al fuoco e mescolarli al sugo di pomodori preparato anzitempo. Cuocere i tagliarini in abbondante acqua salata bollente e condirli con i ceci.

 PANE CURU SALATU U salatu è una delle parti più grasse del maiale conservate sotto sale.Dopo essere stato infilzato su uno spiedo, viene arrostito sulla brace e il sugo di cottura accuratamente raccolto su di un pane intero, tagliato in due dischi orizzontali.


CAVATIELLI  che venfono preparati con un impasto di acqua e farina. Dopo che l’impasto si era ben amalgamato si facevano tante strisce di pasta e si arrotolavano con le mani. Tali lunghi serpentelli venivano poi tagliati a tocchetti e cavati leggermente con il dito.


RIMASUJI CCU FOGLIE  I rimasuji sono fatti con gli avanzi del maiale. Questi, una volta bolliti e salati, venfono messi in dei contenitori di vetro. Dopo qualche tempo vengono mangiati, di solito con verdura, in questo caso foglie di campo, per contrastare l’eccessivo grasso contenuto nella pietanza.

PANE A ALIVE E PANE E PORRO Caratteristica pietanza del tempo era il pane accompagnato da ciò che il periodo stagionale forniva. Ottimi, il pane fatto in casa con le olive nere e il pane con il porro.

 

Da Visitare

BASILICA DI SAN DONATO (MATRICE)
Difficile stabilire l'origine di questa antichissima chiesa con cripta, anche se le caratteristiche stilistiche la collocherebbero tra il X e il XII secolo (ci sono delle affinità con la cattedrale di Santa Severina). La presenza di un mattone in cotto con scritta in greco, su cui si legge la frase: «Tempio costruito da Teodor», ha fatto pensare a una sua edificazione databile addirittura al V secolo.
Sulla facciata con timpano si nota il portale in pietra, sormontato da un fastigio decorativo. Sulla destra il campanile a base quadrata in pietra a faccia vista. Nella parte alta di forma ottagonale, un orologio. A pianta basilicale, l'interno è a tre navate divise da archi in laterizi a sesto acuto. Questi sono sorretti da pilastri quadrati senza capitelli. Nelle pareti della navata centrale, che termina con un'abside romanica, si aprono sei monofore. L'ambiente è completamente spoglio, unico elemento decorativo sono due formelle romboidali a rilievo sopra gli archi della navata destra. Il soffitto è a capriate in legno. Nella basilica sono custodite una statua di Santa Filomena del Settecento e una statua della Madonna del Rosario con abito del XVIII secolo. Si segnalano, infine, un mezzobusto in argento di San Donato e la lapide funeraria della baro¬nessa Rachele Taccone Giuranna.
Da una porta laterale, si accede alla suggestiva cripta. L'ambiente, che si trova proprio sotto il transetto, ha pianta rettangolare a tre navate. È bellissimo il gioco delle 21 volte a crociera sorrette da 20 pilastri a parete e da 12 piccole colonne (originariamente erano 36) in stile dorico, ionico e corinzio. La cripta fu costruita su un antico tempio pagano risalente al 436, che era accessibile da tutti i lati, in quanto sorgeva, com'era d'uso in Grecia, al centro dell'acropoli su un monte di sabbia. Attorno al XVII secolo, divenne cappella utilizzata dagli adepti alla Confraternita del Santo Rosario e nel pavimento fu scavata una fossa tombale per i confratelli. La cripta, nel corso della sua lunga esistenza, ha ospitato anche i sepolcri dei vescovi che si sono succeduti nella locale sede episcopale fino al 1818.

CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE
Di origine medioevale, a un centinaio di metri della Cattedrale, ha una navata con abside semicilindrica; conserva le tracce di un affresco dedicato alla Madonna incoronata.


EREMITAGGIO DI SANTA DOMENICA
Edificio costruito nel bosco dai Vescovi di Umbriatico. Si recavano presso questo luogo, tutti i religiosi che intendevano pregare e fare penitenze. Ben presto l’edificio divenne un Santuario dedicato alla Vergine del Carmelo. Nel momento in cui il vescovado di Umbriatico cessò, nessuno si recò più in questo luogo, così ben presto divenne un rudere. Solo i Giuranna, poi, decisero di comprarlo e di riportaro all’antico splendore. Ivi sono sepolti il vescovo Isidoro Leggio e il giovane Andrea Giuranna.

CHIESA DEL CARMINE
È ubicata nella frazione Perticaro ed è stata di recente ristrutturata.

PALAZZO GIURANNA
Il principale edificio del paese, attualmente sede del Comune, risale al XVIII secolo e si presenta su due livelli, con grande portale ad arco a tutto sesto scanalato e decorato alla chiave di volta. Il portale è inserito in una struttura avanzata, rivestita da bugne squadrate, su cui insiste un terrazzino con ringhiera in ferro battuto. Sulla facciata principale del palazzo è affissa una lapide commemorativa.

CASA PANEBIANCO (GIÀ PALAZZO GIURANNA)
Si trova in piazza Olmo. Nell'edificio di epoca moderna sono stati inglobati alcuni elementi architettonici riconducibili alla costruzione originaria: un imponente portale e le scale di accesso a doppio ordine, in pietra.

CASINO DI SANTO STEFANO
L'antico casino si trova lungo la strada Umbriatico-Crucoli. Di proprietà della famiglia Greco, è probabilmente da ricondurre al periodo greco-bizantino. Conserva una cappella votiva che pare facesse parte, in origine, di un complesso monastico. Secondo la tradizione, con l'avvento del culto latino fu distrutta l'icona della Madonna delle Grazie che venne sostituita con quella di San Donato.

LE PORTE-FORTINO
Che sorgono alle estremità del paese. Sono due porte che fungevano al contempo da punto di guardia e da gabella doganale. La loro costruzione si fa risalire tra il XVI-XVII secolo. Esistono due porte fortino di origine medioevale. Una di queste è posta vicino al rione Castello, l’altra, alquanto malandata, è situata sul lato opposto. “Durante il periodo del brigantaggio, sulle torri del porte-fortino e sulle scannellature tra i dirupi, le sentinelle montavano la guardia. Ogni mezz’ora, dalla torretta della porta fortino del Castello, su ordine del graduato di turno del Corpo di guardia al lato della porta-fortino, partiva il grido: “Sentinella all’erta!”. E dai vari luoghi di guardia, attorno al paese l’uno dopo l’altro si rispondeva: “All’erta sto!” finché tale grido, facendo il giro della fortezza, giungeva al Corpo di guardia. Se il grido non compiva il giro, era segno che in qualche posto le guardie si erano addormentate o assentate per altra ragione e così si muoveva un drappello che ispezionava i posti di guardia. Con questo grido si intendeva tenere a distanza gli assalitori.” L'accesso a sud (porta Canalicchio) fu ristrutturato alla fine degli anni Ottanta del Novecento. Dell'altra porta rimangono soltanto i ruderi (un muro fortificato addossato al nuovo ponte d'ingresso al paese).

 

Collegamenti

Dal Cavalcavia Nord direzione Taranto, Immettersi sulla SS. 106, proseguire sulla litoranea in direzione di Cirò Marina e continuare fino al bivio per UMBRIATICO

Foto anteprima di Domenico Panebianco


Portale del Turismo della Provincia di Crotone © - copyright 2007-2010 - all rights reserved | Contattaci
Italiano
Inglese
Tedesco
Contatti
Crotone turismo - Il portale del Turismo della Provincia di Crotone e della Marca Territoriale Turistica Crotonese
Mare Provincia di Crotone MARE
Montagna Provincia di Crotone MONTAGNA
Agriturismo Provincia di Crotone AGRITURISMO
Località
Data di arrivo Data di partenza
Nr. di adulti Nr. di bambini