Strongoli
 
Categoria: Collina
 
Zona: Valle del Neto
 
Epoca:
 
 



La storia di questo splendido paese collinare, adagiato su cinque colli con una meravigliosa vista sul mare, è veramente singolare. Diverse sono le storie di questo paese, intrise di leggenda e verità, colorate a volte con abbondanza di particolari, tese a consentire principalmente ad una ricostruzione del tempo risalente all’epoca greca. Con il passare degli anni fino all’avvento di Carlo Magno nel secolo VI, l’Italia si trovò suddivisa in tre parti: l’Italia Settentrionale con i Franchi, la centrale sotto il dominio della Chiesa e la Meridionale sotto la dominazione bizantina.
A partire da questo periodo, la città, sotto il regno di Giustiniano, comincia ad essere indicata con il nome di Strongoli, dalla forma circolare del castello, dal greco Stroggulos, Stròngulos appunto rotondo. Nei secoli seguenti, il territorio cittadino fu oggetto di contesa da parte di Franchi, Alemanni, Longobardi, Bizantini, e da ultimo dovette anche subire devastazioni e violenze ad opera dei Saraceni.
Intanto, nel secolo XI i Normanni, dopo un serie di conflitti, Strongoli viene concessa come feudo ai Sanseverino.
Segue un periodo caratterizzato da alterne vicende e sommosse popolari contro gli abusi feudali, durante il quale feudatari Angioini ed Aragonesi si alternano nel governo della città.
Nel 1806 riaffiora la tenacia ed il coraggio di questo popolo, infatti gli abitanti di Strongoli, inferociti per i lunghi oltraggi all’onore subìti dagli spavaldi francesi, imprigionarono alcuni di essi e li massacrarono nella pubblica piazza, uno al giorno. Un gesto questo che la città pagò duramente, poichè l’anno successivo i francesi, la saccheggiarono e la bruciarono.
Con la restaurazione del Regno Borbonico, Strongoli passò, nel 1816, dalla provincia di Cosenza a quella di Catanzaro e nel 1860 confluì con il suddetto regno nell’Italia unita.
Più tardi nel 1919 Strongoli, reduce dalla prima guerra mondiale, accettò in un primo tempo il Fascismo, poichè in esso rivide il volto di Roma Eterna e nel cuore dei suoi figli ancora viva era quella fede che fece l’esempio tipico della fedeltà e dell’eroismo.
La grandezza di questo straordinario e coraggioso paese continua a riflettersi, ancora oggi, nelle opere realizzati da veri artisti.



CULTURA E TRADIZIONI

PASTA CHJINA piatto tipico delle feste, come formato di pasta si usavano gli zitoni spezzati, lessati e conditi con polpettine fritte di carne, uova sode tagliate a pezzetti, salsiccia casareccia, formaggio pecorino, caciocavallo e ragù di carne.

CAPRETTO DELLA FESTA Un altro piatto che non poteva mancare nei giorni di festa. Si rosolava la carne con un cucchiaio di strutto, un po' d’aglio, prezzemolo e origano aggiungendo poco per volta l’acqua e, a metà cottura, il sale. 

COCOLETTE DI RICOTTA al sugo pietanza ancora oggi preparata in occasione del martedì grasso. Le cocolette sono polpettine fatte con ricotta pecorina fresca, pecorino grattugiato, pepe nero ed uova intere insieme con mollica di pane inzuppata nell’acqua e strizzata.

UOVA IN BRODETTO Piatto che si dava ai convalescenti.

FRITTATA CON AMARILLIi Gli amarelli sono specie di rapa selvatica, di cui si raccolgono le cime non ancora fiorite. Si consumano lessate, condite con olio oppure in frittata di uova e ricotta.

MPANATA ANTICA ricetta fatta utilizzando il latte di capra e di pecora da ottobre a gennaio, periodo  in cui il latte è più grasso. Si sbriciolava la mollica di pane casareccio quasi duro. Si versava su questa, siero di latte bollente e si gettava via il liquido in eccesso. Sulla pappa così ottenuta si distribuiva ricotta calda appena tolta dal fuoco.

LE PITTE TIPICHE focacce strongolesi, preparate con pasta di pane di grano duro ben lievitata, con l’aggiunta di olio ed ingredienti diversi impastati insieme. La pitta, a seconda della stagione e dei gusti, era arricchita con sarde salate, maiu (sambuco), risimugghi (ciccioli di maiale) e sardella.

DOLCI DELLE FESTE I momenti di festa erano preceduti dalla preparazioni di gustosi “dolcetti” fatti in casa, autentici capolavori dell’arte pasticcera, preparati secondo le antiche ricette “della nonna”. Tra i più conosciuti ed ancora oggi apprezzati per il loro ottimo sapore ricordiamo: Pitta ccu passuli, Tardiddri, Crustuli.

CUCCEDDATU Questi dolci, preparati nel periodo pasquale, erano offerti in segno di devozione ai dodici apostoli durante la celebrazione della Santa Messa “In cena Domini” del giovedì santo; ma essi rappresentavano anche, per i bambini, il più bel regalo di Pasqua, da mangiucchiare dopo che le campane annunziavano la Resurrezione. 

DA VISITARE

LA CATTEDRALE
Antica sede vescovile, ha un elevato valore storico, culturale e artistico. Conserva ancora oggi un impianto basilicale di tipo romanico anche se i numerosi interventi, eseguiti in tempi diversi, hanno lasciato alla chiesa un aspetto tardo rinascimentale.
Le sue origini si fanno risalire ad un’epoca precedente il 900. Dall’analisi dei suoi documenti storici risulta che tra i 18 vescovadi distrutti dai saraceni tra il 460 ed il 1000 vi fosse anche il vescovado di Strongoli. L’interno è formato da tre navate con cappelle laterali.
La decorazione murale, in cui dominano il verde e l'azzurro cupo, è dipinta a losanghe colorate e croci di gusto orientale. Molto suggestivi sono gli affreschi gli arredi e dipinti.
Sempre al suo interno sono conservate quattro lapidi marmoree e su una di esse è inscritto il testamento di Magno Megonio, patrono municipale, con il quale la Repubblica Petelina riceveva in eredità un capitale di 10 mila sesterzi, un predio, una vigna e parte di un fondo.

SANTA MARIA DELLE GRAZIE
La sua prima fondazione si fa risalire al 1300. La chiesa, denominata Santa Maria de Planètis o Santa Maria Vecchia per distinguerla da quella attuale, insieme al convento, eretto per i terziari regolari di San Francesco, sorgeva fuori dall’abitato, nella località Pianette. Intorno al 1500 fu ricostruita tra le mura della città, in località Motta. Architettonicamente si presenta con facciata a spioventi e torre campanaria. Sul lato sinistro è ubicato il convento con chiostro interno, oggi adibito a caserma. L’interno della chiesa è a navata unica con otto altari laterali, inscritti in arconi ciechi, previsti, probabilmente, per essere sfondati ed ampliati con cappelle. Il pavimento è in maiolica seicentesca. Di notevole valore i quadri di autori ignoti, dipinti su tela ad olio, del secolo XVI – XVII, ed inoltre di particolare rilevanza si inserisce anche la statua di marmo della Madonna col Bambino. Importante il quadro raffigurante la Madonna delle Grazie del sec. XV, dipinto su legno, probabilmente della Scuola d’arte rinomata della Puglia e della Sicilia.La chiesa è dedicata a S. Maria delle Grazie, patrona del paese, alla quale sono dedicati festeggiamenti solenni nel mese di Agosto di ogni anno. Le celebrazioni religiose iniziano il primo giorno d’agosto con la quindicina, annunciata con fuochi d’artificio, durante la quale si recitano ogni giorno il Santo Rosario e la Santa Messa. A partire dal giorno tredici, iniziano anche i festeggiamenti civili. Il quindici mattina, la statua della Madonna viene portata in processione per le vie del paese, nel pomeriggio si celebra la Santa Messa, la giornata si conclude in serata, allietata con festa di piazza e fuochi d’artificio.

CHIESA DELL’ OSPEDALE
Antica chiesa posta nel cuore del centro storico, si presenta con la facciata principale, sormontata da un timpano, realizzata in pietra a faccia vista.

SANTA MARIA DELLA SANITÀ
In passato era denominata Chiesa dell'Annunciazione, ed in essa, nel 1593, fu eretta la confraternita laicale dei morti, avente il precipuo compito di raccogliere le elemosine per i poveri e seppellire i morti. Successivamente, nel 1617, la chiesa per volontà del vescovo Sebastiano Ghisliero, fu fatta riedificare ed accanto ad essa fu eretto l’Ospedale ed il Monte di Pietà, oggi non più esistenti. A partire da questo periodo la chiesa, unica in Strongoli ad avere una cupola sul presbiterio di stile bizantino, viene indicata nelle fonti come Chiesa della Sanità. All’interno si trovano le statue che raffigurano, la prima la Madonna degli infermi o della sanità sull’altare maggiore, firmata da Francesco Santacaterina, del 1855, mentre sull’altare laterale sinistro, quella di Santa Lucia di Francesco Basile, datata 1883.

CHIESA DEL PURGATORIO
La sua costruzione sembra risalire al 600. Al suo interno vi sono due altari, di cui uno dedicato a San Giuseppe e l’altro alla Buona Morte, raffigurata da un teschio in teca di vetro. 

 

SAN FRANCESCO DI PAOLA
Piccola chiesa sita in Piazza Vinci, con tetto a capanna e facciata semplice. All’interno troviamo un dipinto ed una scultura lignea raffigurante San Francesco di Paola, la statua di gesso di Santa Rita ed un crocifisso in cartapesta stuccato e dipinto. Altre chiesette simili sono: San Gaetano in Via Provvidenza, la chiesetta degli Agostiniani, accorpata al Palazzo Romano e la chiesetta della Madonna della Catena sita nella omonima località.

S. TERESA D’AVILA
La chiesa, ubicata nella frazione Marina, in Viale Macaone, ancora in fase di completamento, si affaccia direttamente sul mare. Il luogo di culto ha una struttura moderna, il suo interno presenta un’unica navata, le pareti sono affrescate con scene di vita della santa “mistica”, proclamata dottore della Chiesa, riformatrice dell’ordine delle Carmelitane Scalze. L’altare, scolpito in legno, raffigura l’Ultima Cena; adorna la parete centrale un crocifisso ligneo, semplice ma d’effetto, più in basso, il Tabernacolo, sovrastato da piccolo ma radioso mosaico azzurro. In fondo alla navata, è ospitato il coro con struttura semicircolare, al cui centro si erge il fonte Battesimale in marmo di Carrara. Il piano superiore accoglie i locali dell’oratorio, dedicato a S. Giuseppe Artigiano, centro di un’intensa attività parrocchiale.

Collegamenti
Dal cavalcavia direzione Nord, Immettersi sulla SS. 106 e proseguire sul litorale fino al Ponte Neto, superato, dopo 2 km svoltare a sinistra bivio di Strongoli.


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