| Belvedere Spinello |
| Categoria: Collina |
| Zona: Valle del Neto |
| Epoca: |
Le origini di Belvedere sono legate principalmente al castello costruito sul monte che porta lo stesso nome, di cui oggi non rimangono resti, anche se tante vicende storiche ne confermano la passata esistenza. Nel 1077, infatti, Roberto il Guiscardo fortificò tre castelli intorno a S. Severina, per sconfiggere il nipote Abagelardo a lui ribellatosi, uno di questi fu sicuramente quello di Belvedere. Le prime notizie documentari sul paese risalgono al 1276 quando nei registri della cancelleria Angioina viene citato esplicitamente con il nome di Belvedere. Nel 1844 il paese visse una delle pagine storiche più rappresentative . In località Timpa del Salto, le milizie borboniche ingaggiarono un conflitto con i fratelli Bandiera, a seguito del quale vennero catturati nei pressi di S. Giovanni in Fiore. La parentesi fascista contribuì a rompere l'isolamento del territorio con infrastrutture quali il ponte sul Neto e la bonifica delle terre circostanti, le cui zone paludose erano focolaio di malattie quali la malaria. I terreni ottenuti dai contadini dopo la riforma agraria, risultarono ben presto insufficienti sia a garantire un reddito dignitoso sia a limitare il forte richiamo che le fabbriche del nord sapevano esercitare sui giovani. La coltivazione di legumi, ortaggi. ulivi e vigneti hanno costituito l'ossatura dell'economia locale per tantissimi anni. Per arrivare ai giorni nostri, la gia debole agricoltura venne nel 1984 scossa da un drammatico episodio: un'onda di acqua salmastra, proveniente dalle miniere di salgemma inondò le zone più fertili del Comune. L'unificazione dei due paesi iniziata nel lontno 1811 terminò nel 1997 con l'unione dei due stemmi su Decreto del Presidente della Repubblica. La forte tradizione dell'artigianato oggi sopravvive solo a livello familiare, così all'uso del telaietto per ornare lenzuola, coperte e tovaglie in genere si ricorre solo in occasione di matrimoni quando occorre prepara il corredo nuziale. Sempre a livello individuale viene oggi condotta la particolare forma di artigianato riguardante la creazione di ceste, panieri "sporte", "fiscedde" per i formaggi utilizzando arbusti e canne.
A SPINA SANTA: La sera del 30 aprile, a protezione della propria casa, viene deposto sull'ingresso un fascio di erbe, contenente la spina santa- una ginestra spinosa -, una rosa e del sambuco.
A FOCARRA: Tradizionale falò della vigilia di Natale, i compaesani donano un ceppo di legno per accendere i fuochi nelle piazze del paese. Per alcuni ha un significato votivo.
GASTRONOMIA Dalla pasta fatta in casa ai legumi cotti al fuoco nella "pignata", la cucina di Belvedere ripercorre gli antichi sapori della tradizione rurale. Le sapienti tecniche di lavorazione si tramandano di genarizoni, con un'attenzione particolare verso le materie prime usate, quasi sempre frutto di allevamenti domestici e colture locali.
FAVI CCU CORCJI I MAIALI le fave una volta bollite e le cotiche del maiale precedentemente cotte vengono usate come base per condire la pasta, il tutto reso più gustoso da abbondante peperoncino.
Da Visitare ANTICO EREMO CHIESA SPINELLO DEL SS SALVATORE PALAZZO DEL PRINCIPE TIMPA DEL SALTO Così chiamata per un episodio ricco di storia e di legenda, in cui si narra che un brigante per sfuggire ai suoi inseguitori, trovatosi bloccato sulla rupe, si rivolse alla Madonna della Candelora implorando aiuto e promettendo se fosse rimasto salvo la realizzazione delle campane in bronzo per il campanile della chiesa. Con un poderoso salto riuscì a salvarsi e mantenne la promessa. Il luogo è di notevole interesse naturalistico, visto che vi nidifica il falco pellegrino ritenuto un indicatore biologico per l'ecosistema di riferimento. Collegamenti: Per arrivare da Crotone in località Passovecchio seguire la SS 107 direzione Cosenza-Sila fino allo svincolo Belvedere Spinello; distanza da Crotone 31 km. |
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