Cerenzia
 
Categoria: Montagna
 
Zona: Collina - Neto
 
Epoca:
 
 

Cerenzia è un piccolo ed antico centro posto alle pendici della Sila a 640 m. sul livello del mare. Sono tante le leggende che la tradizione ha riportato fino ai nostri giorni sulle origini di questo centro presilano. La fondazione dell’antica Acerenthia si farebbe risalire secondo alcuni all’antico popolo degli Enotri, secondo altri al mitico Filottete. L’etimologia del nome è da rintracciare nel nome del fiume Lese, che scorre nella vallata, probabilmente un tempo detto Acheronte. L’antico borgo, di cui oggi rimangono pochi resti, in origine importante città bizantina, cinta da imponenti mura da cui dominava i propri casati sparsi sul territorio circostante. Il paese negli anni andò acquisendo sempre maggiore predominio sui territori confinanti e vide diverse famiglie di feudatari esercitare il potere. Le cronache tramandano il ricordo dell’importante centro vescovile che Cerenzia ha ricoperto gia a partire dal IX° secolo. Il territorio d’interesse della sua diocesi comprendeva i centri di Cerenzia, Caccuri, Castelsilano, Belvedere Spinello, Savelli e Verzino. A causa delle epidemie di malaria, provocate dagli acquitrini originati dal vicino fiume Lese, dai tanti terremoti verificatisi nel corso del tempo e soprattutto la mancanza di acqua potabile fecero si che gli abitanti spostassero progressivamente il centro abitato, abbandonando definitivamente la vecchia acropoli per accentrarsi nel 1800 sul territorio attuale. Rimangono, pur tuttavia, evidenti le tracce di quella che era un tempo Acerenthia, in particolare è ancora visibile un edificio sacro e resti della struttura dell’allora Vescovato. La popolazione ha mantenuto negli anni un forte attaccamento alle sue origini ed all’antica acropoli, così sono tante le occasioni di visita agli antichi resti, ma anche i versi e le canzoni che ispirati cittadini hanno voluto dedicare all’antico borgo per tramandarne storie e leggende. In un passato molto più recente la comunità fu interessata, come altri centri limitrofi, da una forte ondata migratoria verso l’estero e l’America in particolare. L’economia del paese divenne progressivamente di solo sostentamento, basandosi su agricoltura, pastorizia e un po’ di artigianato, così prima i capi famiglia e a seguire interi nuclei familiari presero la via dell’emigrazione. Oggi l’economia ha come fulcro il comparto agricolo e la produzione di olio in particolare, la cui tipicità è data dal basso grado di acidità. Cerenzia ha di recente aderito all’Associazione nazionale “Città dell’olio” (con sede a Siena) nata per diffondere la cultura dell’extravergine. Molto apprezzato è anche il miele dei produttori locali. Nell’ultimo trentennio, infine, vi è stata una ripresa della produzione artigianale soprattutto dei manufatti in ferro e legno.



Cultura e Tradizioni

FESTA DI SAN TEODORO La leggenda racconta che il Santo invocato dai cittadini di Cerenzia, venne loro in aiuto per sconfiggere un drago emerso da una caverna nelle vicinanze di una fonte. A seguito di questo episodio, i Cerentinesi lo proclamarono santo Patrono scegliendo il 9 novembre come girono per le sue celebrazioni. Durante le processione per i festeggiamenti, la statua del Santo ritratto con la corazza da soldato e con una corona formata dalle sette lingue del drago sconfitto, viene portato a spalla lungo le vie del paese.

GASTRONOMIA una cucina espressione di tradizioni rurali che sanno dare risalto ai sapori dei prodotti offerti dalla terra ed alle carni allevate in ambiente domestico.

‘A SAUZA' Piatto dagli ingredienti molto poveri, a base di fave fresche, pane grattugiato, aceto il tutto aromatizzato da foglie di menta fresca.

PASTA E FINUACCHI Simile ad una minestra, è un tipico piatto di stagione quando tra le campagne è possibile rinvenire i finocchietti selvatici ancora verdi. Questi profumatissimi prodotti spontanei, vengono sbollentati ed usati per condirci la pasta grossolanamente sminuzzata, il tutto reso ancora più gustoso dall’aggiunta di peperoncino piccante ed un soffritto di olio e aglio.

‘U BOLLITU' Una minestra resa più ricca dall’aggiunta di carne di maiale e di salsiccia fatta con il polmone del maiale e riso. La carne viene cotta nelle tipiche “pignate” da caminetto con il finocchietto selvatico e successivamente con l’aggiunta di cicoria, scarola e patate lessate.


Da Visitare

CHIESETTA DI SAN TEODORO
In origine forse destinata ad eremo, ha subito nei secoli tantissimi cambiamenti. Oggi si presenta all’esterno con una facciata in pietra a vista e le campane poste sul tetto. Al suo interno sono conservati i resti di un antico altare barocco in marco bianco e policromo ed un pregevole crocifisso ligneo risalente al XVIII° secolo.


Collegamenti: Cerenzia dista 40 km da Crotone, per raggiungere Cerenzia da Crotone seguire la SS 107 direzione Sila-Cosenza fino allo svincolo per Cerenzia.


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