Isola Capo Rizzuto
 
Categoria: Mare
 
Zona: Riserva marina
 
Epoca:
 
 

 

La denominazione Isola non è da confondere col sito naturale isola, piuttosto si tratta della volgarizzazione del temine Asylos (protezione, riparo) come era chiamato questo sito. Dunque la prima citazione della città di Isola la troviamo al secolo nono nell’elenco delle sedi vescovili di rito greco e subalterni a Costantinopoli. Già sotto il papato di Leone VI (886- 912) la troviamo sotto il nome di Aisylorum come una della quattro sedi vescovili (soppresse poi nel 1818) suffraganee della Metropolitana Siberene (Santa Severina).


Nel 1172 si chiamò Asila e successivamente, durante il passaggio dalla lingua greca a quella latina, si passò al nome di  Isula. Più tardi i Normanni l’assegnarono a Crotone e così si chiamò Insula Cutroni. Soltanto nel 1863 prenderà l’attuale denominazione. La storia di questa terra è abbastanza complessa ed anche impressionante se si pensa alla sua soggezione ai turchi, alla malaria e alla miseria. E’ stata terra di tutti e di nessuno, passata da un feudatario all’altro, da una famiglia all’altra.
Fu feudo e come tale oggetto di scambio: nel 1264 passò ai Ruffo per i servizi resi contro gli Svevi. Poi fu ereditato da Enrichetta Ruffo che lo portò in dote nel matrimonio con Centelles ma questi fu sconfitto da Alfonso d’Aragona che poi destinò al Regio Demanio. Quindi nel 1483 il re Ferdinando I d’Aragona concesse il feudo di Isola a Giovanni de Pou e dal 1495 passò ai Ricca fino ai Caracciolo. Dal 1806 divenne possedimento di Alfonso Barracco, ultimo feudatario. E poi è storia dei nostri giorni: tanti anni di angheria e miseria, la Riforma Agraria, l’assegnazione delle terre, la ripresa dell’agricoltura, l’abbandono verso l’industria del nord ed oggi lo sviluppo turistico con la preziosità del suo mare, delle sue coste, della Riserva Marina e quindi tanti complessi turistici anche di livello internazionale.
L'area marina di Capo Rizzuto è una delle aree protette più affascinanti di tutto il mediterraneo, la cui bellezza è di rivelazione immediata: l'occhio distingue dapprima i toni autentici e cangianti del cielo e del mare, quindi gli scogli, l'argilla, la sabbia da cui sembrano esalare i profumi di un tempo e i significati del passato. Il breve tratto di costa, splendido e fragile, offre innumerevoli percorsi sopra e sotto il mare ed è affidato alla nostra volontà di salvaguardia, per evitare che la negligenza del presente possa arrecare danni irreparabili al futuro.

 

Cultura e Tradizione

COVATEDDRI  piccoli gnocchetti di farina di grano duro fatti a mano con l'aiuto di un particolare cestino di vimini) al sugo di maiale 

SCILATEDDRI  aglio olio e peperoncino oppure con fagioli:

PASTA 'HINA al forno con melanzane fritte, polpettine di carne, uova, prosciutto

FESTA DELLA MADONNA GRECA protettrice di Isola Capo Rizzuto (KR). La venerazione degli isolitani per la Madonna Greca si manifesta in due occasionie con modalità diverse:

La Prima Domenica di maggio
La cerimonie religiosa comincia già il primo venerdì di maggio quando, al termine della novena, l’icona raffigurante la Madonna Greca viene “calata” dalla custodia di sicurezza e mostrata ai cittadini raccolti in piazza Duomo. L’immaggine è sistemata su un palco, a cui fa seguto un momento di preghiera. A questo punto i fedeli insieme al parroco, al clero, al consiglio pastorale e alle associazioni ecclesiastiche pronunciano l’Atto di Consacrazione e Affidamento a Maria proclamandola protettrice di Isola Capo Rizzuto. Subito dopo, i cittadini in processione, si avvicinano all’icona e la baciano in segno di devozione. Domenica e prevista la messa solenne in piazza del Popolo.
Il giorno seguente noto come “lunedì della Madonna”, si svolge il pellegrinaggio a piedi fino al Santuario  Capo Rizzuto (un tempo la meta era la piccola chiesetta dedicata a questa Vergine), la sera invece, viene effettuato il percorso a ritroso, riponendo la madonna nelle  chiesa madre sita in piazza duomo.  L’icona rimane esposta ai fedeli fino alla domenica successiva quando viene “salita” nella nicchia originaria.

3/4/5 agosto
Il pomeriggio del 3, la processione si snoda per sette chilometri fino alla località annelle. Qui, sul piazzale della nuova chiesa di Santa Caterina, è celebrata la messa. L’indomani, dopo la veglia notturna, l’icona della Madonna viene nuovamente portata in processione da Cannelle al porticciolo dove viene issata su una barca. La traversata prevede soste nelle insenature dove devoti e turisti regalano alla Madonna omaggi floreali. La processione, infine, arriva al santuario dove, per una intera settimana, l’icona è venerata. Fuochi d’artificio e banda musicale accompagnano questo momento solenne. 
 

FESTA DELLA MADONNA DI S.ANNA  La festa si svolge il 26 Luglio, in un villaggio vicino l' aereoporto “S. Anna”. Dopo la messa e la processione sono organizzate manifestazioni musicali. In serata fuochi d’artificio.

Da Visitare

LE CASTELLA
Sul territorio sono state rinvenute tracce certe di frequentazioni umane, risalenti a 4.000 anni prima di Cristo.
Insediamenti umani si sono alternati nel periodo neolitico, durante l'età del bronzo e del ferro, aiutati dalla favorevole posizione geografica, dal clima e da un ambiente particolarmente propizio alla sopravvivenza. Nell'VIII secolo a.C. i Greci si stanziarono nell'area, fondando diverse colonie.
Ancora oggi il sottosuolo continua a svelare vestigia e reperti della fiorente ed influente civiltà della Magna Grecia, nonché della successiva dominazione romana, come i resti romani di una villa rustica residenziale su Capo Cimiti.i Sulla costa resti d'alcune fortificazioni, testimoniano che le popolazioni locali allestirono un sistema difensivo per opporsi alle scorrerie turche.
L'attuale centro abitato di Isola di Capo Rizzuto risale al IX - X secolo.
Nel 1500 furono costruite nuove mura, il bastione dell'attuale castello e le due porte: la "Porta di Terra", a nord, sormontata dalla notissima torretta con l'orologio e lo stemma dei Ricca, considerati l'emblema della città, e la "Porta di Mare", a sud a fianco del castello, dalla quale s'ammira tutto il promontorio di Capo Rizzuto.
Passata poi nella mani degli Angioini e di diversi feudatari, il paese venne semidistrutto dai Turchi nel 1517.

LA FORTEZZA
La Fortezza di Le Castella piccolo borgo marinaro a pochi km da Isola capo Rizzuto di cui ne è una frazione, si erge maestosa ed imponente alla estremità orientale del golfo di Squillace. In tempi lontani, seconda metà del secolo XIII, era un complesso di mura che cingevano un abitato maniero dimora di funzionari e soldati. Di sicuro si sa che questa fortificazione non servì da residenza dei nobili del posto ma al contrario venne utilizzata ad ospitare i soldati aragonesi che erano di stanza a difendere il luogo dagli assalti ripetuti dei turchi. E’ da ritendere che il Maschio fosse in diretta comunicazione con altre torri dislocate lungo il litorale e costituisse il punto centrale di un complesso sistema di difesa e da quì probabilmente il nome di Le Castella per indicare che ci fossero più fortificazioni una appresso all’altra. Il castello occupa un’isoletta collegata alla terra ferma da una sottile striscia di terra. Il castello venne restaurato gia nel 1510 quando passò di proprietà alla famiglia Caraffa. Ma l’aver reso più solida e robusta la fortificazione non bastò a far sì che nel 1536 il pirata algerino Khaiad-din soprannominato il Barbarossa invadese la fortezza mettendola a ferro e a fuoco. Fu proprio in questa terribile incursione che vennero rapiti donne e bambini tra i quali un bimbo di 10 anni di nome Giovanni Dionigi Galeno che venne dunque deportato in Turchia. Quì venne venduto schiavo al corsaro Giafer di Costantinopoli e dopo aver rinnegato la fede cristiana si convertì a qualla musulmana sposando la figlia del corsaro e prendendo il nome di Alì detto anche Occhiali o Uccialì. Ammiraglio della flotta fu unico superstite nella battaglia di Lepanto, morì in circostanze misteriose nel 1587. Gli abitanti del borgo per ricordare le gesta di questo loro temerario cittadino hanno a lui dedicato un busto in bronzo nella piazza che prende il suo nome (Uccialì). I fondali di questo luogo sono ancora oggi ricchi di reperti archeologici come anfore e vasi dovuti ai numerosi naufragi delle navi che spesso venivano affondate con palle di granito scaraventate da grosse catapulte.
Le castella oggi è una rinomata località turistica ricca di alberghi e villaggi e di ristoranti oltre che di tanti negozi.
Ottima la cucina del posto ove primeggiano i piatti a base di pesce che vi assicuriamo sono davvero una squisitezza

AREA MARINA PROTETTA
I fondali di Capo Rizzuto si differenziano da quelli della restante parte della Calabria centro-orientale in quanto caratterizzati da profondità modeste quasi ovunque, tranne che in prossimità dei capi rocciosi.
Basti pensare che l'isobata dei 10 m si raggiunge generalmente a oltre 1 km di distanza dalla costa. L'ambiente marino possiede un'elevata ricchezza di popolamenti algali oltre ad ospitare una vasta prateria di posidonia.
Nell'area si possono incontrare vari tipi di fondale, sia di substrato sabbioso, sia roccioso, ciascuno con popolamenti e specie diversi. Tra le specie della ricca fauna spiccano poriferi, cnidari, molluschi, anellidi, crostacei ed echinodermi.
Tra le specie ittiche si segnala la presenza di saraghi, cernie, triglie, donzelle, scorfani, barracuda, murene, gronghi, tonnetti e il raro e coloratissimo pesce pappagallo di origine tropicale.

DUOMO DI SANTA MARIA ASSUNTA
L'edificio fu costruito tra il X e 1'XI secolo su un preesistente monastero benedettino al di fuori delle mura della città. Tra il 1517 e i11536 fu più volte danneggiato e saccheggiato dai Turchi ma, grazie all'interessamento del vescovo di Isola di Capo Rizzuto Annibale Caracciolo (1562-1606), la chiesa fu restaurata e abbellita con quadri e oggetti votivi provenienti da Napoli. Nel 1577 le furono concesse gli stessi privilegi e indulgenze a favore delle anime dei defunti della chiesa di San Gregorio Magno a Roma. La facciata presenta un portale in pietra tufacea con decorazioni in stile rinascimentale dotato di stemma vescovile (XVII secolo).
La torre campanaria, con bifore, era in origine una torre di guardia (XVII secolo). L'interno è a pianta basilicale con tre navate e soffitto a cassettoni. L'abside (probabilmente l'unica parte della chiesa risalente all'antico monastero) è a pianta quadrata con altare barocco in marmi policromi. Tra le numerose cappelle la più importante è quella dedicata alla Madonna Greca, l'ultima della navata destra. Nella nicchia sopra l'altare, infatti, c'è un'antichissima e preziosa icona della Madonna.
La devozione a questa Vergine è talmente diffusa tra i cittadini tale da consentire la creazione di un santuario a Capo Rizzuto noto come Santuario della Madonna Greca è riportato nell'elenco nazionale dei santuari mariani.
La cappella fu costruita nel 1594 con la dedica a S. Maria ad Nives. Si racconta che nel XVII secolo il vescovo di Isola Francesco Marino decise di trasferire l'icona a Napoli contro la volontà dei fedeli e del clero locale.
Durante il viaggio, nella località oggi detta "Conicedda", il vescovo divenne cieco. Recu¬però la vista, secondo il racconto, soltanto dopo avere riposto l'icona nella cappella originaria. All'interno del duomo sono inoltre conservati un seggio vescovile in legno intarsiato (artigiani napoletani - XVII secolo), un seggio marmoreo con rilievi in marmo policromo (1758), un trono vescovile con baldacchino e fastigio in marmo (XVII secolo) e due altari in marmi policromi di stile barocco dedicati al Rosario e al SS. Sacramento.
Durante i lavori di rifacimento della pavimentazione, inoltre, sotto l'abside è stata scoperta una cripta sotterranea dove sono stati rinvenuti i resti di dodici tombe.

CHIESA DI SAN ROCCO
Questa chiesa che risale al Seicento, ha una semplice facciata incorniciata da un fregio chiaro. Con lo stesso sistema è stato disegnato il timpano che sormonta il portale litico. L'interno, a unica navata, custodisce la statua di San Rocco. L'altare a muro è in marmo.

CHIESA DI SAN MARCO
Fu costruita nel 1549 per ordine del barone Giovanni Antonio Ricca, signore di Isola. Ridotta poi in stato di abbandono, tra i11980 e il 1984 fu completamente restaurata grazie ai contributi dei fedeli e all'aiuto dei padri Rosminiani. La facciata ha un portale in pietra tufacea tenera, lavorato a bassorilievi con putti e motivi ornamentali agresti. Sopra, lo stemma nobiliare dei Ricca (uno scudo stellato). Più in alto, si vede un piccolo campanile con campana bronzea del 1613. All'interno, a unica navata, è conservato un sarcofago fatto costruire da Giovanni Ricca per la sepoltura sua e dei suoi successori. Da ammirare, inoltre, il coro in legno di noce (opera di artigiani napoletani, XVII secolo), fatto costruire dal vescovo Francesco Marino e conservato fino al 1981 nel duomo, oggi, tornato all'originario splendore grazie a un sapiente restauro dei Padri Rosminiani, si può ammirare in questa chiesa. Si compone di seggi sacerdotali che sono posti sui lati, mentre la parete centrale ospita, in posizione sopraelevata, un seggio prelatizio.

LA TORRE  DI CAPO RIZZUTO (o Torre Vecchia)
In località Capo Rizzuto, è una torre cilindrica, con massiccia cordonatura a conci lapidei, eretta nel sec. XVI, a guardia costiera contro le incursioni barbariche. La torre era custodita da un caporale e da un milite, che avevano il compito di vigilare giorno e notte e segnalare la presenza di navi sospette con particolari segnali: fumo durante il giorno e falò la notte. L’accesso all’interno della torre avveniva mediante un rustico ponte elevatoio in legno.

CHIESA DI SANT'ANNA 
Edificata anni Cinquanta del Novecento in un villaggio OVS (Opera di valorizzazione della Sila), tra un gruppo di case costruite per favorire l'insediamento dei contadini sulla terra che precedentemente apparteneva alla proprietà latifondista. La facciata, molto semplice, ha un piccolo campanile alla sommità. All'interno, a unica navata, c'è soltanto una statua di Sant'Anna. 

IL SANTUARIO DELLA MADONNA GRECA
In località Capo Rizzuto, dedicato alla Protettrice di Isola Di Capo Rizzuto. Semplice e maestoso di nuova costruzione, la posa della prima pietra è datata 1991. Esso nasce dall’idea di realizzare ub centro sociale polivalente, che contenga un ampio salone da utilizzare come luogo d’accoglienza di pellegrini, d’incontri per la comunità, come spazio per allestire eventuali mostre, come sala d’ascolto di musica e di visioni multimediali. La superficie del Santuario è di circa 800 mq che si arricchisce di altri 200 mq di balconate.

Collegamenti

Cavalcavia Sud direzione Catanzaro, immettersi sulla SS. 106 e proseguire svoltando a sinistra al 1° bivio subito dopo aeroporto per ISOLA CAPO RIZZUTO, oppure svoltare al 2° bivio subito dopo prima del bivio per Le Castella.
Per coloro che provengono da Reggio Calabria per Crotone, proseguire per 35 Km direzione nord dopo Catanzaro, e svoltare a destra al 1° o 2 ° bivio per Isola di Capo Rizzuto.

 


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